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Giusto Sucato. I Segni, il Tempo e la Bellezza

La mostra verrà inaugurata sabato 8 agosto e rimarrà aperta fino al 16 settembre

Al GAL Hassin un’esposizione unica nel suo genere delle opere, dell’arte e della bellezza espressi dall’artista Giusto Sucato (1950-2016)

“Una lettura attenta e accurata delle opere di Giusto Sucato ci conduce in un territorio alquanto vasto, popolato da forme artistiche che testimoniano l’intenso connubio tra arte e vita.
L’uomo-artista diventa “il regista” sia della struttura concettuale dell’opera, sia dell’espressione spirituale del suo essere, manifestando in tal modo una concezione transitoria del vivere, del sapere e del fare.”
da I Segni, il Tempo e la Bellezza, Giovanna Cavarretta, Critico d’arte, saggista e curatrice della Mostra

Crediti e copyright LCD Firenze – Gianni Sinni.

Il catalogo Giusto Sucato. I Segni, il Tempo e la Bellezza sarà disponibile su questo sito in formato pdf e, durante l’apertura della mostra, anche in formato cartaceo.
Il formato pdf si potrà scaricare a partire dal giorno dell’apertura della mostra.

“L’arte di Giusto Sucato cercava di trasformare cià che era abbandonato in qualcosa di vivo e poetico. Al GAL Hassin, scudi, maschere, sculture in ferro e piatti in ceramica compongono un percorso espositivo in cui la materia reca ancora i segni del fuoco, dell’usura e del lavoro umano.
Nelle mani di Sucato il recupero non è mai semplice riutilizzo, ma diventa atto poetico e antropologico: ferri, oggetti dismessi e frammenti della quotidianità vengono sottratti all’oblio per assumere una nuova dimensione simbolica. La sua ricerca, profondamente legata alla memoria della cultura siciliana e al valore evocativo degli oggetti, trasforma lo scarto in linguaggio e la materia in racconto. Il linguaggio segnico dell’artista, insieme alla sua scrittura criptica e misteriosa, tende a recuperare la memoria collettiva della civiltà siciliana rurale e popolare.
[…]
La mostra di Isnello appare come una nuova tappa di un itinerario poestico, quasi un ulteriore approdo simbolico nel quale gli scudi sembrano riflettere non soltanto la storia degli uomini, ma anhe il mistero del cielo. Forme che appaiono come superfici rituali e cosmiche, mappe interiori attraversate da segni primordiali.”
da I Segni, il Tempo e la Bellezza, Gianfranco Molino, Cultural Executive Producer, Fondazione Antonio Presti Fiumara d’Arte

“Giusto Sucato declinò l’Arte Povera in chiave etnoantropologica. I suoi assemblaggi polimaterici mostrano le ferite del tempo: ferro arrugginito, legno secco e venato, chiodi ritorti. In quelle superfici consunte si avverte il dramma dell’abbandono delle campagne siciliane e della scomparsa di una civiltà contadina. Negli anni continuai a seguire con attenzione la sua ricerca, mentre il mio percorso professionale prendeva altre direzioni, richiedendo dedizione crescente. Questo distacco, forse, mi consentì di osservare la sua produzione con maggiore lucidità critica e, allo stesso tempo, con una comprensione umana più profonda.
In queste opere si avverte una vera trasformazione interiore: dal recupero dell’oggetto quotidiano egli approda progressivamente alla pura astrazione del segno. La sua ricerca supera l’assemblaggio dei reperti contadini per concentrarsi sulla traccia visiva priva di significato letterale. Quei segni fitti e apparentemente indecifrabili non sono semplici esercizi geometrici: evocano alfabeti arcaici, codici miniati, preghiere dimenticate.
Custodiscono il mistero della memoria umana e siciliana come reliquie sacre. Il segno, in Sucato, non è quasi mai soltanto inciso o dipinto: diventa materia tridimensionale. I suoi “testi” prendono forma attraverso sequenze di chiodi allineati, fili di ferro ritorti, graffi profondi sul legno e sulla lamiera. La scrittura si fa scultura.”
da I Segni, il Tempo e la Bellezza, Roberta Civiletto, Restauratrice tessile e Storica del tessuto e del costume

SABATO 8 AGOSTO 2026
Ore 17.00


PROGRAMMA

Interventi di:
Giuseppe Mogavero, Presidente della Fondazione GAL Hassin
Giovanna Cavarretta, Critico d’arte, saggista e curatrice della Mostra
Roberta Civiletto, Restauratrice tessile e Storica del tessuto e del costume, Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo
Antonio Presti, Artista e mecenate, Fondazione Antonio Presti Fiumara d’Arte
Gianfranco Molino, Cultural Executive Producer, Fondazione Antonio Presti Fiumara d’Art

Dettaglio di un’opera di Giusto Sucato in esposizione. Crediti: Sabrina Masiero / Fondazione GAL Hassin

Informazioni:
Ingresso libero.
Si accede dal cancello pedonale del GAL Hassin a partire dalle ore 16.30. Le attività pomeridiange (con biglietto standard) sono sospette. Le attività di osservazione del cielo iniziano alle ore 21.30. Si visiti il sito alla pagina Biglietti per la prenotazione.