Archivio post

Verdura fresca sulla ISS

Un nuovo tipo di coltivazione spaziale, senape amara e pak choi: è uno tra i tanti esperimenti portati avanti dall’equipaggio della Space X Crew-1, missione conclusasi con successo con il rientro a Terra dei quattro membri dell’equipaggio, domenica 2 maggio 2021.

Immaginate di mangiare gli stessi pasti ogni giorno per settimane, forse mesi. Anche i piatti più appetitosi potrebbero iniziare a perdere il loro fascino. Nello spazio, la “stanchezza da menu” può avere gravi conseguenze. La perdita di appetito potrebbe portare gli astronauti a non mangiare sufficiente cibo, il che potrebbe portare alla perdita di massa corporea, a carenze nutrizionali e ad altri problemi di salute.

Poiché gli effetti della stanchezza da menu potrebbero peggiorare con l’aumentare della durata della missione, la NASA si è rivolta a ricercatori e medici del progetto Advanced Food Technology al Johnson Space Center della NASA a Houston per comprendere che correlazione esista tra mangiare gli stessi alimenti e l’attrattiva di quegli alimenti durante il volo spaziale di lunga durata.

Per la prima volta nella storia del volo spaziale la NASA sta sistematicamente raccogliendo dati su questo aspetto importante durante una missione spaziale, che fornirà approfondimenti sull’insorgenza della “fatica del solito menu” e sulle strategie per dar vita a una alimentazione da “esploratori spaziali di lunga durata”.

Nell’ambito degli esperimenti VEG-03K e VEG-03L, le piante sono cresciute per 64 giorni, la più lunga crescita di verdure a foglia sulla Stazione Spaziale. Crediti: NASA

Per l’indagine, gli astronauti selezionati a bordo della ISS devono compilare un sondaggio informativo settimanale in cui valutano l’accettabilità del cibo e delle bevande consumate durante i pasti. L’accettabilità complessiva del cibo è determinata da diverse considerazioni, tra cui aspetto, sapore, consistenza, aroma e altri fattori. Il team di ricercatori e medici cercherà di analizzare le risposte di almeno 13 astronauti in questo primissimo studio. I modelli trovati e le intuizioni ottenute dai questionari compilati aiuteranno la NASA a costruire strategie per migliorare la progettazione dei “sistemi alimentari spaziali” attuali e futuri per le missioni di lunghissima durata (per più di sei mesi, quindi per le missioni su Luna e Marte). Sulla Terra, i risultati dello studio potrebbero aiutare a migliorare l’apporto nutrizionale degli anziani nelle case di riposo e dei pazienti negli ospedali.

I risultati iniziali portano ad affermare che la preferenza personale è importante, ma la varietà in generale è la chiave del problema. E la varietà è sicuramente arrivata in queste settimane, alla conclusione di un interessante esperimento, suddiviso in quattro parti, denominato Veggie – Vegetable Production System e portato avanti dal comandante della missione SpaceX Crew-1 della NASA, Micheal Hopkins durante la Expedition 56.

VEG-03K e VEG-03L hanno permesso di testare una nuova coltivazione spaziale, la senape “amara” (Amara mustard) e una cultura già precedentemente coltivata sulla ISS, il pak choi Extra Dwarf.

L’astronauta della NASA e ingegnere di volo della Expedition 64 Michael Hopkins annusa le piante di pak choi ‘Extra Dwarf’ che crescono a bordo della Stazione Spaziale Internazionale il 26 marzo 2021. Crediti: NASA

Sono stati necessari 64 giorni di cura e attenzioni per un piccolo orticello spaziale. Ingredienti importanti per far crescere le piante, ingredienti a loro volta importanti sulla tavola della ISS per la salute e il benessere degli astronauti. Il pak choi è cresciuto così a lungo che ha iniziato a fiorire come parte del suo ciclo di riproduzione. È stato utilizzato un piccolo pennello per impollinare i fiori delle piante, anziché attendere che lo facessero da sole. È stata una scelta concordata con gli specialisti che seguono l’esperimento da terra.

Gli astronauti hanno così potuto aggiungere varietà e colore ai loro pasti, oltre che avere il piacere di mangiare qualcosa di fresco. Il pak choi è stato usato come contorno, foglie marinate con aggiunta di soia e aglio in una tortilla vuota. La senape amara è stata utilizzata come contorno in un piatto a base di pollo, con aggiunta di salsa di soia e aceto balsamico.

Dopo le verdure, si passerà alle coltivazioni di piantine da frutta (che richiedono l’impollinazione) per comprendere il processo di crescita e impollinazione in microgravità. La frutta verrà portata nei prossimi mesi insieme ai semi di peperoni come parte dell’esperimento Plant Habitat-04. I semi di pepe voleranno sulla 22esima missione Commercial Resupply Services di SpaceX e cresceranno nell’Advanced Plant Habitat. Un esperimento VEG-05 con pomodori nani è previsto per Veggie il prossimo anno.

Il comandante della Crew- 1, l’astronauta della NASA Michael Hopkins, usa un pennello per aiutare a impollinare i fiori del pak choi ‘Extra Dwarf’ a bordo della ISS. Crediti: NASA

Veggie rappresenta uno studio che permette di conoscere e imparare a far crescere piantine di vario tipo in microgravità per garantire l’alimentazione e il benessere degli astronauti nelle future missioni spaziali su Luna e Marte.

Gli astronauti Shannon Walker (a sinistra), Victor Glover, Mike Hopkins (della NASA) e l’astronauta giapponese della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) Soichi Noguchi (a destra), sono seduti all’interno della navicella SpaceX Crew Dragon Resilience a bordo della nave “SpaceX GO Navigator recovery ship” dopo essere atterrati nel Golfo del Messico. Crediti: NASA/Bill Ingalls

Gli astronauti dell’Expedition 56 Michael Hopkins, Victor Glover, Shannon Walker (della NASA) e Soichi Noguchi (della JAXA) della SpaceX Crew-1 sono rientrati domenica 2 maggio 2021 dopo ben sei ore e mezza di viaggio dal momento dello sganciamento dalla Stazione Spaziale, il primo splashdown notturno in 53 anni (l’ultimo era stato compiuto dalla missione Apollo 8) nel Golfo del Messico.