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Sintonizzatevi: IL GAL Hassin va in onda alla “Planetary Radio”

Invito in Radio per il GAL Hassin da parte della prestigiosa Planetary Society per raccontare i risultati del finanziamento vinto dal GAL Hassin con lo Shoemaker NEO Grant del 2019 della Planetary Society

Il 18 dicembre 2019 arrivò la notizia della vittoria dello Shoemaker NEO Grant, un premio che annualmente la Planetary Society di Pasadena (California), elargisce, a seguito di bando internazionale, per finanziare osservatori impegnati nella scoperta, monitoraggio e caratterizzazione dei cosiddetti Near-Earth Objects (NEO), cioè asteroidi e comete che nel corso della loro orbita attorno al Sole transitano in prossimità della Terra. L’obiettivo è di poter determinare quali di questi possono costituire una minaccia per il nostro pianeta. Fondata nel 1980 dal famoso astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan insieme a Louis Friedman e Bruce Murray, dal 1997, la Planetary Society ha utilizzato questi fondi per aiutare e sostenere osservatori di 18 nazioni in 6 continenti, i quali hanno dimostrato di fornire un valido contributo alla difesa del nostro pianeta dalla minaccia di impatti di corpi cosmici.

“Questi fondi sono serviti nel 2020 per l’acquisto di una cupola da 3 metri, una nuova e indipendente postazione per il Galhassin Robotic Telescope 1 (GRT1), il telescopio robotico di Officina Stellare da 40 cm di apertura, che si trovava assieme ad altri 10 telescopi nella Terrazza Osservativa del GAL Hassin fin dalla sua inaugurazione, nel settembre 2016” racconta Alessandro Nastasi, astronomo informatico presso il GAL Hassin, intervistato dalla Planetary Radio qualche giorno fa.

Il montaggio della cupola e il trasferimento del telescopio GRT1 sono stati completati nel giugno 2020. Dopo il completamento dei test funzionali del telescopio (fondamentali per un perfetto funzionamento), le attività di osservazione, principalmente di asteroidi NEO e della Fascia Principale degli Asteroidi, transiti esoplanetari, sono iniziate a partire dall’agosto 2020, tenendo conto sia delle condizioni meteo che della presenza del pubblico durante le attività serali al GAL Hassin, che in genere si concludevano verso la mezzanotte, sempre con lo stesso strumento.

“L’installazione del telescopio all’interno della cupola ha permesso di rendere lo strumento completamente remotizzato e indipendente, e in grado quindi di iniziare e terminare sessioni osservative con grande rapidità ed efficienza” racconta Nastasi. “Ciò lo ha reso uno strumento ottimale specialmente per l’osservazione e il monitoraggio rapido di oggetti NEO e NEOCP”.
Il Galhassin Robotic Telescope 1 (GRT1) nella sua dome di 3 metri di diametro acquistata con i fondi del Shoemaker NEO Grant. Crediti: GAL Hassin/Alessandro Nastasi

Con lo Shoemaker NEO Grant è stato possibile acquistare anche due dispositivi TimeBox UTC della Shelyak Instruments, per la sincronizzazione temporale del clock dei PC tramite satelliti GPS. Uno dei due dispositivi è stato installato sul PC di controllo del GRT1, permettendo di ridurre l’incertezza temporale delle immagini acquisite con questo strumento ad appena 2 millisecondi. Ciò ha reso il GRT1 estremamente preciso nella misurazione della posizione (astrometria) di oggetti NEO molto vicini, e quindi molto veloci. Il secondo dispositivo verrà installato sul PC di controllo del Wide-field Mufara Telescope (WMT), una volta operativo, in modo da rendere il GRT1 e il Wide-filed Mufara Telescope (WMT, su Monte Mufara, a 1865 metri) strumenti perfettamente sincronizzati e in grado quindi di condurre osservazioni di fenomeni per i quali è fondamentale avere un’elevata accuratezza temporale (come le occultazioni asteroidali, lo studio delle curve di luce di asteroidi, l’astrometria di oggetti veloci come NEO e detriti spaziali e il monitoraggio di sorgenti variabili nel tempo).

Il GAL Hassin Robotic Telescope nella sua nuova cupola di 3 metri. Ripresa in notturno. Crediti: GAL Hassin/Alessandro Nastasi


La cupola, per la sua conformazione strutturale, permette una maggiore protezione del telescopio che lo custodisce rispetto alla Terrazza Osservativa, che deve scorrere completamente su un binario affinché i telescopi possano essere scoperti e completamente all’aperto per poter compiere le osservazioni. Il vento e l’umidità danneggiano la strumentazione, del pari della pioggia, della neve e della grandine, ma la struttura della cupola può permettere una copertura da vento e umidità parziale che altrimenti non si avrebbe. Per questa ragione, il numero delle notti osservative da settembre 2020 è aumentato e si è potuto fare osservazioni di asteroidi NEO e di esopianeti anche in condizioni di umidità al 50-60 per cento, senza dover asciugare lo strumento o senza grossi problemi di appannamento delle ottiche del telescopio. Una stima che possiamo fare è che vi sia stato un aumento del 30 per cento delle notti osservative senza dover fare grande manutenzione e pulizia ai computer e allo strumento.


Oltre all’intervista radiofonica, sul sito (in prima pagina) e sulla pagina YouTube della Planetary Society è stato condiviso il nostro video.

Il nostro ringraziamento va alla Planetary Society per lo splendido contributo nello studio e nella ricerca astrofisica a livello internazionale e la visibilità che come GAL Hassin stiamo ricevendo.

Il video realizzato dal GAL Hassin ed inviato alla Planetary Society per la presentazione del Centro. Crediti: Alessandro Nastasi; riprese di Salvatore Norato, montaggio di Sabrina Masiero, con video finale di Mu Produzioni.
Extraordinary claims require extraordinary evidence.
Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie.

Carl Sagan