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Perseverance, una missione senza precedenti

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di Luciana Ziino 

Sono passate due settimane da quando il rover Perseverance è atterrato su Marte e da allora è stato un continuo susseguirsi di grandi emozioni vedendo le immagini, i video e gli audio incredibili che ci sono arrivati da laggiù. In questo articolo troverete raccolto e descritto nei dettagli tutto il materiale finora rilasciato dalla NASA, a cominciare dal video mozzafiato della discesa di Perseverance.

Questo video spettacolare, che mostra la delicatissima fase finale dell’arrivo di Perseverance su Marte, è qualcosa di assolutamente inedito. I famosi sette minuti di terrore, in cui la sonda entra nell’atmosfera del pianeta, scende verso la superficie marziana e infine atterra, passando da una velocità di 20000 km all’ora a zero, senza che nessuno da Terra possa intervenire, sono stati ripresi per la prima volta in tutti i loro dettagli, grazie a un equipaggiamento visivo senza precedenti: una telecamera posta sul guscio di protezione del rover e puntata verso il paracadute, un’altra collocata sullo “skycrane” (l’argano di discesa) e rivolta verso il basso, una posta nella parte superiore del rover e un’altra situata nella sua parte inferiore.

La posizione delle quattro telecamere che hanno ripreso l’EDL (Entry, Descent and Landing) di Perseverance. Crediti: NASA.

Ma vediamo quali sono state le varie fasi della discesa mostrate dalle immagini del video.

Si inizia con l’apertura del paracadute, collegato all’involucro esterno, che serve a rallentare la corsa di Perseverance, quando la sonda si trova a un’altitudine di 11-12mila metri.

C’è poi il distacco dello scudo termico, che chiudeva la parte inferiore del guscio di protezione e serviva a disperdere il calore durante l’ingresso nell’atmosfera di Marte. Questa volta a riprendere è la telecamera posta nella parte inferiore del rover, che per la prima volta si trova esposto all’ambiente marziano.

Nelle sequenze successive si vede il suolo del pianeta rosso, che diventa sempre più vicino, mentre la sonda sceglie il punto migliore per atterrare confrontando immagini di archivio con quelle scattate in tempo reale.

La ripresa della superficie marziana continua a lungo finché l’accensione degli otto retrorazzi dello skycrane, la gru che ha il compito di calare delicatamente il rover sul suolo del pianeta, crea un disturbo nelle immagini.

A questo punto sono mostrate tre riprese da tre punti di vista diversi: in alto a sinistra quello della telecamera posta sopra il rover, che riprende l’argano e la distensione dei suoi cavi; in basso a sinistra quello dell’argano stesso, che a sua volta mostra Perseverance; e infine a destra c’è l’immagine di Marte ripresa dalla telecamera situata sotto il rover.

Siamo arrivati alla conclusione del video, in cui Perseverance arriva sano e salvo sulla superficie, mentre lo skycrane si allontana velocemente dal rover dopo averlo trasportato come una marionetta nelle ultime centinaia di metri della discesa.

Lo spettacolare video dell’atterraggio di Perseverance nel cratere Jezero di Marte il 18 febbraio 2021. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Che fine ha fatto l’argano? Non abbiamo le immagini dei suoi ultimi istanti, perché una volta lontano dal rover non ha potuto più comunicare con noi, ma sappiamo che si è schiantato sul suolo marziano, ben distante dal luogo dell’atterraggio, proprio per evitare la possibilità che facesse dei danni.

Una foto scattata dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA il giorno successivo all’arrivo di Perseverance ce lo mostra insieme al paracadute, allo scudo termico e allo stesso rover.

La foto scattata dalla sonda MRO della Nasa il 19 febbraio del 2021: sono indicati il paracadute, il modulo di discesa (l’argano), il rover e lo scudo termico. Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona.

Ma i primati di Perseverance non finiscono qui. I microfoni di cui è dotato il rover ci hanno regalato un’altra fortissima emozione, facendoci sentire per la prima volta il rumore di una folata di vento su Marte! La registrazione audio è stata eseguita due giorni dopo l’arrivo della sonda ed è stata processata dai tecnici della NASA, che hanno eliminato il rumore di fondo prodotto dallo stesso Perseverance: il risultato è un suono quasi impercettibile, da ascoltare con gli auricolari, come ci consiglia la NASA, ma non per questo meno eccezionale. Il primo di una lunga serie, perché il rover continuerà a registrare i suoni di Marte; anzi, uno dei due microfoni, quello incluso nella SuperCam  – la “testa” del rover – oltre a farci sentire la voce del pianeta rosso, avrà anche il compito di catturare il suono che si propagherà quando il laser dello strumento colpirà una roccia per analizzarla. L’audio così registrato fornirà informazioni preziose su massa, composizione e durezza della roccia.

I suoni registrati su Marte dai microfoni di Perseverance. Crediti: NASA.

In attesa dei prossimi audio che ci invierà Perseverance, potete divertirvi a sentire come percepiremmo su Marte una serie di suoni terrestri, per esempio le onde del mare, il cinguettio degli uccelli in città, o, per i più romantici, la melodia di Claire de Lune di Claude Debussy. Grazie alla pagina realizzata dalla NASA, vi accorgerete che su Marte i suoni sono diversi, un po’ attutiti, perché l’atmosfera marziana in cui si propagano è meno densa, ha una diversa composizione ed è più fredda di quella terrestre.

La NASA ha anche realizzato un video che fornisce una visione a 360 gradi del paesaggio attorno al rover nel punto in cui è atterrato. Muovendo il cellulare (se lo state guardando dallo smartphone) o cliccando e muovendo il mouse (se state utilizzando il pc), potete cambiare la prospettiva: una ulteriore immagine mozzafiato ripresa il 20 febbraio 2021 dalle telecamere di navigazione, o Navcams, del rover.

Visione a 360 gradi del sito di atterraggio del rover Perseverance. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Ma Perseverance ci regala anche delle curiosità. Ad esempio, guardando il video della discesa del rover in molti avranno notato la strana colorazione a spicchi rossi e bianchi del paracadute: quel motivo colorato non è una semplice decorazione ma nasconde un messaggio criptato. Il punto di partenza per decifrarlo è capire che i colori che decorano il paracadute sono, non casualmente, solo due, come le cifre 0 e 1 del codice binario. Quindi il primo passo è sostituire al posto degli spicchi rossi un 1 e al posto di quelli bianchi uno 0. Se volete conoscere l’intero procedimento necessario per decriptare il messaggio, potete leggere l’interessante articolo di PLAY INAF alla pagina intitolata IL PARACADUTE DI PERSEVERANCE . Se invece volete sapere subito qual è il messaggio nascosto dalla NASA nel paracadute, vi dico che si tratta di una frase pronunciata da Theodore Roosevelt nel 1899: Dare mighty things, che significa “osate cose grandiose”. Un motto adeguato a una missione spaziale ambiziosa come quella di Perseverance.

Ma le sorprese non finiscono qui perché l’anello più esterno del paracadute contiene un altro messaggio segreto in codice binario: questa volta si tratta delle coordinate geografiche del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, dove l’avventura di Perseverance ha avuto inizio.

Rappresentazione schematica della codifica del messaggio sul paracadute di Perseverance. Crediti: Ap/Nasa/Jpl-Caltech.

Ma i messaggi nascosti in Perseverance sono vari e vengono scoperti man mano che la NASA rilascia foto del rover sempre più dettagliate. In una di queste immagini, ad esempio, si vede, zoomando, un piccolo ritratto di famiglia dei rover marziani, compreso l’elicottero Ingenuity, trasportato su Marte da Perseverance.

Ritratto di famiglia dei rover marziani in una foto scattata dalla Left Navigation Camera (Navcam) del rover Perseverance. Crediti: NASA / JPL | Edit by Joey Roulette / The Verge.

Il rover Perseverance potrebbe riservarci altre sorprese. Quindi continuate a seguirci perché vi terremo sempre aggiornati!