Archivio post

Nuovi studi sull’asteroide Itokawa

Archivio post

di Luciana Ziino 

Un gruppo di ricercatori della Open University ha analizzato un campione proveniente dall’asteroide Itokawa [1] per studiarne il contenuto di acqua e materiale organico. Si tratta di uno dei campioni prelevati e poi riportati sulla Terra, nel 2010, dalla sonda Hayabusa dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA).

I primi rilevamenti di acqua nei campioni di Itokawa erano stati effettuati nel 2019 da due cosmochimici dell’Arizona State University: la quantità di acqua trovata era maggiore di quella che ci si aspettava. Lo studio da poco pubblicato su Scientific Reports aggiunge nuove informazioni su questo asteroide, svelando che Itokawa ospita dei materiali essenziali per la nascita della vita sulla Terra.

A rendere più interessante la ricerca è l’appartenenza di Itokawa alla categoria degli asteroidi di tipo S, cioè quelli principalmente composti da silicati. Fino a questo momento, buona parte degli studi relativi al contenuto di materiale organico si erano concentrati sugli asteroidi di tipo C, cioè quelli ricchi di carbonio.

L’asteroide Itokawa, con la sua caratteristica forma di arachide, in una immagine ottenuta dal satellite giapponese Hayabusa durante il suo incontro ravvicinato nel 2005. Crediti: JAXA.

Secondo i ricercatori, Itokawa si è evoluto costantemente nel corso di miliardi di anni e, come la Terra, ha incorporato acqua e materiali organici da fonti esterne.

Sulla superficie del campione analizzato sono stati trovati sia materiale organico primitivo, cioè che non ha subito processi di riscaldamento, sia materiale organico processato, cioè che in passato è stato riscaldato a una temperatura di più di 600 °C. I due tipi di materiale sono vicinissimi tra loro, essendo distanti l’uno dall’altro non più di 10 micron. Questa circostanza indica che la caduta di sostanze organiche primitive sulla superficie di Itokawa è avvenuta dopo che l’asteroide si era raffreddato.

Dunque in passato l’asteroide deve avere subito un riscaldamento estremo, si è disidratato e si è frantumato a causa degli impatti con gli altri asteroidi. Poi è riuscito a riformarsi rimettendo insieme dei frammenti e a reidratarsi con l’acqua rilasciata attraverso la caduta di polvere e di meteoriti sulla sua superficie.
Studiare così dettagliatamente la composizione di un asteroide permette quindi di ricostruire la sua evoluzione nel corso di miliardi di anni, fornendo dei nuovi indizi per comprendere i processi che hanno dato origine alla vita sulla Terra.

Credit: ISAS-JAXA

I campioni prelevati da Itokawa non costituiscono un unicum. Nel dicembre del 2020 la sonda Hayabusa 2 ha rilasciato sulla Terra una capsula contenente i campioni dell’asteroide Ryugu; nel 2023 sarà la volta della missione OSIRIS-Rex che manderà sulla Terra il campione prelevato dall’asteroide Bennu. Dunque, i risultati ottenuti su Itokawa potranno essere confermati e ulteriormente affinati analizzando questi nuovi campioni di asteroidi.

 

Note

[1] Itokawa è un Near Earth Asteroid (NEA), termine che indica gli asteroidi con un’orbita compresa tra 0,983 e 1,3 UA dal Sole. Lungo poco più di 500 metri, avrebbe una struttura interna del tipo “rubble pile”, cioè costituita da un agglomerato di rocce di grandezze differenti.