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Il sogno che diventa realtà

E’ un grande sogno che si concretizza per il GAL Hassin e per l’astronauta ESA Paolo Nespoli. E’ un sogno che si ripete e si rinnova sempre più ricco ogni anno a Isnello: l’evento GAL Hassin quest’anno ha avuto migliaia di presenze e due premi, uno per Paolo Nespoli e uno per il giornalista scientifico Piero Bianucci.

L’astronauta dell’ESA Paolo Nespoli sul palco del GAL Hassin durante la sua conferenza. Crediti: GAL Hassin/ Domenico di Vincenzo

Il grande sogno del GAL Hassin si è avverrato esattamente due anni fa con la sua inaugurazione, l’11 settembre 2018. A distanza di due anni, ecco che al Parco Astronomico si rinnova l’annuale evento GAL Hassin 2018 ancora con prestigiose presenze: l’astronauta ESA Paolo Nespoli, il giornalista e scrittore scientifico Piero Bianucci, Giovanni Pratesi, professore presso l’Università degli Studi di Firenze e grande esperto di meteoriti, e Filippo Tognazzo della Compagnia Teatrale Zelda che ha presentato lo spettacolo STARLIGHT-settemillimetridiuniverso. Questi i grandi nomi del GAL HASSIN 2018 concentrato in due giorni: 8 e 9 settembre.

L’evento GAL Hassin ha avuto inizio con l’arrivo di Paolo Nespoli, al Parco Astronomico, dopo il rientro dalla sua seconda missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel dicembre 2017. Grande comunicatore, Paolo Nespoli ha conquistato tutti coloro che sono arrivati non solo dalla Sicilia ma dall’Italia intera. Per due ore ha tenuto col fiato sospeso il pubblico, lo ha coinvolto, fatto emozionare, sorridere e divertirsi. Oltre un migliaio tra bambini e adulti, per ascoltare i racconti di storia vissuta a 400 chilometri di quota a bordo di un grande laboratorio staziale.

In realtà, il sogno di Paolo Nespoli incontra un altro sogno: quello del GAL Hassin. “Vorrei ringraziare Pino Mogavero che è riuscito con tenacia, come sempre, a portarmi fuori da Houston, a tirarmi fuori dall’ufficio e a venire a Isnello, un posto della Sicilia dove non ero mai stato” ha commentato Paolo Nespoli sul palco costruito per il grande evento nel Parco dello Spazio e del Tempo. “Un posto incredibile da guardare, dove ci sono i sapori, gli odori, dove ci sono le cose genuine, e dove c’è tanta gente, tanta gente genuina. Questo è un posto ideale per palare di scienza, per fare ricerca astronomica: è sicuramente un piacere, come italiano ma soprattutto come essere umano essere a Isnello, e vedere che continuiamo nella ricerca, nel conoscere, nel fare cose impossibili”.

L’astronauta dell’ESA Paolo Nespoli col suo Premio GAL Hassin. Da sinistra il Presidente del Consiglio Scientifico del GAL Hassin Mario Di Martino (INAF-TO), il Presidente della Fondazione GAL Hassin Giuseppe Mogavero e il neo Direttore del GAL Hassin, Sabrina Masiero. Crediti: GAL Hassin/Domenico Di Vincenzo

“La ragione per cui andiamo nello Spazio è semplice” ha raccontato Paolo Nespoli “lassù troviamo condizioni che non troviamo sulla Terra, e quindi riusciamo a fare cose impossibili sul nostro pianeta. Cose che da un lato ci sono utili e dall’altro ci divertono, ci piacciono. Ci andiamo anche perché non possiamo fare a meno di farlo: l’avventura, il viaggio, la scoperta, sono nella nostra natura. Esplorare fa parte del nostro essere e non possiamo farne a meno”.

Il giornalista scientifico e scrittore Piero Bianucci ha appena ricevuto il Premo GAL Hassin 2018 da Sabrina Masiero. Crediti: GAL Hassin/Vincenzo Sapienza.

Dopo la conferenza, è stato assegnato il Premio GAL Hassin a Paolo Nespoli dal Prof. Giovanni Pratesi e a Piero Bianucci dalla Dott.ssa Sabrina Masiero, neo Direttore del GAL Hassin. Piero Bianucci è giornalista e scrittore scientifico, un grande amico del GAL Hassin, che da tre anni segue con grande entusiasmo le attività del Parco e viene puntualmente a Isnello.

Nel pomeriggio di domenica 9 settembre, una sua intervista che ha ripercorso la storia sentimentale, personale, con l’Astronomia e con le Scienze in generale. Grande emozione e documenti personali, ritrovati con cura e avuti per amicizia o conoscenza, per la sua conferenza intitolata “Sotto il Cielo di Primo Levi”.  

“Una sera, verso la fine degli Anni Settanta” racconta Piero Bianucci “Levi mi telefonò e, conoscendo la mia curiosità per l’astronomia, mi domandò come riescano gli astronomi ad accorgersi dell’improvvisa variazione di luminosità di una stella in mezzo a migliaia di altre. D’accordo, in qualche caso la luminosità della stella esplosa è molto grande, e la “nova” salta all’occhio. Ma quando la “nova” è debole e si confonde tra il formicolio delle stelle di sfondo? Gli dissi che il sistema c’è ed è abbastanza semplice. Si inseriscono le due lastre riprese in tempi diversi in un apparecchio chiamato comparatore o, nel gergo degli astronomi, blink. Un sistema ottico sovrappone le due immagini, che l’astronomo esamina attraverso un microscopio a basso ingrandimento. Spostando lievemente le lastre, se nella seconda immagine c’è un puntino luminoso che non esiste nella prima lastra, lo si vedrà lampeggiare. E infatti in inglese la parola blink significa lampo, guizzo, rapida occhiata, e il verbo to blink ammiccare, battere le palpebre, lampeggiare. La mia spiegazione probabilmente non gli risultò chiara come avrebbe desiderato. “Potresti mettere per iscritto queste cose?”, mi domandò. Naturalmente fui felice di farlo, pestai una paginetta sui tasti della mia Olivetti Lettera 22 e lui mi ringraziò con l’abituale cortesia.
Passò del tempo. Finalmente sulla rivista mensile “l’astronomia”, diretta da Margherita Hack e Corrado Lamberti, comparve un racconto intitolato “Una stella tranquilla”. E’ la storia di un giovane astronomo peruviano che sogna una gita di fine settimana con la moglie e i due figli; la meta prescelta è un lago di montagna. Ma il venerdì l’astronomo scopre su una fotografia della notte precedente un puntino luminoso che non doveva esserci. Forse è solo un difetto della lastra o un granello di polvere. Però potrebbe essere anche una stella nova, esplosa a migliaia di anni luce di distanza. Bisogna controllare, riprendere altre foto al telescopio. E così addio gita. Un astro remotissimo nello spazio e nel tempo ha interferito nella vita una famiglia, turbandone la felicità. Il blink fa una fuggevole comparsa nell’ultima pagina di “Una stella tranquilla”, poi ripubblicato in “Lilit” (Einaudi, 1981) e in altre raccolte di racconti in Italia e all’estero. Nel 2007 ha dato il titolo a una selezione di racconti presentati per la prima volta negli Stati Uniti. Primo Levi non lasciava nulla all’improvvisazione”.

Paolo Nespoli e Piero Bianucci hanno ricevuto insieme al Premio anche la Cittadinanza onoraria dal Sindaco di Isnello Marcello Catanzaro.

Il Sindaco Marcello Catanzaro ha consegnato ai due premi GAL Hassin anche la cittadinanza onoraria. Crediti: GAL Hassin/Domenico Di Vincenzo.

Le motivazioni del Premio GAL Hassin:

Per Piero Bianucci, per i contributi originali alla divulgazione dell’astronomia e perché autorevole riferimento di generazioni di giovani nella comunicazione scientifica, affascinando e rendendo semplici concetti complessi.

Per Paolo Nespoli, grande comunicatore durante le sue permanenze a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nei suoi numerosi collegamenti ha stabilito con tutti un dialogo, ma soprattutto con le giovani generazioni che ha appassionato ed entusiasmato allo Spazio e all’esplorazione spaziale.

Il Premo GAL Hassin 2018 a Paolo Nespoli. Il filet, ricamo realizzato da Sara Gervasi, è stato fatto con filo d’oro. Crediti: Sabrina Masiero
Il Premo GAL Hassin 2018 a Piero Bianucci. Anche questo secondo filet d’oro è stato realizzato da Sara Gervasi con grande cura e amorevole passione. Crediti: Sabrina Masiero

Nelle scorse edizioni il premio GAL Hassin è stato assegnato a grandi nomi che si sono distinti nella ricerca o nella divulgazione delle scienze astronomiche, Mario Di Martino, Margherita Hack, Giovanni Bignami, George Fitzgerald Smoot, premio Nobel per la fisica 2006, e poi, ancora, a Romano Serra, a Corrado Lamberti, a Walter Ferreri, a Marcello Coradini, a Roberto Ragazzoni, a Giovanni Valsecchi, a Andrea Milani, a Paolo Spanò, a Nichi D’Amico e a Roberto Battiston, nomi di eccellenza e ognuno di loro ha dato un importante contributo a questo Centro di riconosciuta qualità da parte della NASA, dell’ONU, di numerose Istituzioni universitarie italiane ed estere, fra queste l’Istituto di Astrofisica dell’Università di Tübingen che partecipa alla Fondazione GAL Hassin nella qualità di Fondatore aderente. Fondatori aderenti anche la Fondazione Prato Ricerche, Spacedys di Pisa, LCD grafica design Firenze, la rinomata ditta Fiasconaro di Castelbuono, i Comuni di Castelbuono, di Collesano, di Petralia Sottana. Fondatore promotore è il Comune di Isnello.

Il maestro pasticcerre Nicola FIasconaro di Castelbuono consegna a Paolo Nespoli il suo regalo. Accanto, la giornalista scientifica Cristina Bellon Crediti: GAL Hassin/ Domenico Di Vincenzo.

Nicola Fiasconaro, maestro pasticcere ora famoso per i suoi panettoni in tutto il mondo, durante la premiazione, ha consegnato dei doni ai due premiati, Paolo Nespoli e Piero Bianucci. Già nel 2007 Nicola Fiasconaro aveva confezionato per la prima missione di Paolo Nespoli a bordo dello Shuttle, la missione STS-120, dei ricci di mandorle al Panettone Fiasconaro (27 ottobre 2007). Dopo aver superato i più accurati test microbiologici, i dolcetti furono imbarcati sulla navicella per essere consumati a bordo, durante una cena di tutti i componenti dell’equipaggio.

Nella serata dell’8 settembre, la performance di Filippo Tognazzo della Compagnia Teatrale Zelda, che ha presentato lo spettacolo STARLIGHT-settemillimetridiuniverso, che racconta la storia della nascita della spettroscopia e dell’Astrofisica in Italia, ma anche il coraggio e la grande passione degli uomini che vi dedicarono la vita: Padre Angelo Secchi, Giovan Battista Donati, Pietro Tacchini, Arminio Nobile e Giuseppe Lorenzoni, che seppero credere nel loro lavoro e nelle loro intuizioni in un’epoca in cui l’Italia era sconvolta da miseria, colera e rivolte. Uno sguardo nuovo sulla storia d’Italia fra il Risorgimento e la Grande Guerra, raccontato attraverso le vicissitudini, l’amore e la passione nella ricerca scientifica, e in particolare nell’astronomia. Grande emozione tra il pubblico.

Durante la seconda giornata, nel pomeriggio del 9 settembre, il Prof. Giovanni Pratesi, docente all’Università di Firenze e grande esperto di meteoriti, con il suo racconto avvicente sulle meteoriti del passato e del presente ha fatto un grande escursus storico-scientifico degli oggetti più interessanti trovati anche nei gioielli dei faraoni. Il Prof. Pratesi ha mostrato i primi esami di una meteorite acquistata dal GAL Hassin, analisi che dovrà essere approfondita nei prossimi mesi per capirne la natura e la provenienza. Quindi, le novità al GAL Hassin ce ne sono ancora in programma nei prossimi mesi, con l’apertura del museo prevista tra dicembre 2018 e gennaio 2019.

Qui sotto, un’anticipazione dell’intervista a Paolo Nespoli realizzata da Onda TV che manderà lo speciale Evento GAL Hassin in ottobre. Stay tuned!

Vi segnaliamo l’articolo di Piero Bianucci dedicato alla visita di Paolo Nespoli a Isnello. Cliccate qui.

Questa foto mostra il migliaio di persone arrivate da ogni parte d’Italia, non solo dalla Sicilia.

L’astronauta Paolo Nespoli sul paco del GAL Hassin. Numerosa la folla intervenuta. Grazie a tutti voi. Crediti: GAL Hassin/VIncenzo Sapienza