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Il cielo di maggio: la Luna più “super” dell’anno

Nel mese scorso la “Superluna rosa” ha fatto molto parlare di sé. Alcuni voi avranno potuto ammirarla mentre splendeva grande nel cielo. Ma il mese appena iniziato ci regalerà un’altra Superluna, ancora più spettacolare, essendo la più grande e luminosa dell’anno. La data da segnare è il 26 maggio, in cui la Luna raggiungerà il perigeo poco prima della fase di Luna Piena. Superluna infatti significa proprio questo: il verificarsi del plenilunio quando la Luna si trova alla minima distanza dalla Terra. Non è un termine scientifico ma è efficace nel dare l’idea di una Luna particolarmente grande e luminosa. La differenza di luminosità tra una Luna “media” e questa Superluna sarà di circa il 15%. Per coloro che vorranno fotografarla, il consiglio è di confrontarla con delle immagini della Luna all’apogeo, cioè alla massima distanza dalla Terra, per apprezzare la variazione della dimensione apparente. Ad esempio si potrebbe fare un confronto con la “Miniluna Rossa” dell’eclissi lunare del 27 luglio 2018.

Lo stesso giorno la Luna sarà protagonista di un’eclissi totale che però non sarà visibile dall’Italia. I fortunati che potranno osservarla saranno nel Sud-Est asiatico, in Australia, negli Stati Uniti e nel Sudamerica occidentale. Se però vorrete seguire l’evento in streaming, ricordatevi che il fenomeno inizierà alle 10:47 e si concluderà alle 15:49.

La “superluna rosa” sopra Stonehenge. Crediti immagine: Finnbarr Webster / Getty Images.

Le costellazioni di maggio
A dominare il cielo in direzione sud saranno due costellazioni tipiche della primavera, il Leone e la Vergine.
La prima è una costellazione che gli antichi greci identificavano con il leone di Nemea, protagonista della prima delle dodici fatiche di Ercole. Si trattava di una bestia feroce, la cui pelle resisteva a qualsiasi arma. Poiché né le frecce né la spada riuscivano a scalfirlo, Ercole decise di combatterlo a mani nude e, grazie alla sua forza sovrumana, lo bloccò e lo uccise, strozzandolo.

Per trovare questa costellazione dobbiamo prolungare la base del Grande Carro dal lato opposto rispetto alla Stella Polare. Troveremo così un gruppo di stelle che formano un trapezio, tra le quali la più luminosa è Regolo, la stella α della costellazione. Per riconoscere la forma del Leone, dobbiamo ricordarci che Regolo corrisponde al petto della belva: il leone è raffigurato nella posizione di una sfinge, quindi dal petto, salendo, si vede la testa e andando verso est si vede il corpo.

Anche la Vergine ha origini molto antiche: alla sua figura è stata attribuita sempre una natura femminile. I babilonesi e gli assiri, ad esempio, la associavano alla dea Ishtar, simbolo di fertilità e purezza. A testimoniare il legame con l’agricoltura e in particolare con il periodo dei raccolti è il nome della sua stella più luminosa, Spica, che significa spiga, come la spiga di grano in mano alla Vergine. Appartiene alla costellazione anche Vindemiatrix, il cui nome è connesso alla vendemmia.

Per localizzare la Vergine dobbiamo ricordarci che si trova tra il Leone e la Bilancia e che la sua stella più brillante, Spica, può essere facilmente trovata seguendo la curva indicata dal timone del Grande Carro verso Arturo e continuando lungo la stessa curva.

Le costellazioni della Vergine e del Leone. Immagine da Stellarium.

Nelle prime ore della sera troveremo ancora, basse sull’orizzonte occidentale, l’Auriga, i Gemelli e, un po’ più in alto, la debole costellazione del Cancro, ultime propaggini del cielo invernale.

Da nord–est invece sorgeranno il Cigno, la Lira e l’Aquila, indicandoci l’approssimarsi dell’estate. Le stelle più luminose di queste costellazioni, Deneb, Vega e Altair, formano il cosiddetto triangolo estivo, tipico dei cieli di luglio e agosto. Da sud-est si affacceranno in successione la Bilancia, l’Ofiuco, lo Scorpione e il Sagittario: quest’ultime saranno pure caratteristiche delle notti d’estate.

In direzione settentrionale continuerà ad essere ottimale la visibilità dell’Orsa Maggiore, che si troverà praticamente allo zenit. Nella stessa direzione potrete osservare le altre costellazioni circumpolari, come l’Orsa Minore, Cassiopea, Cefeo e il Drago, che si staglia sinuoso tra le due Orse.

In questo periodo, le stelle più luminose del cielo saranno Arturo nella costellazione del Bootes, e la già citata Vega, nella Lira. Tra queste due stelle potrete ammirare l’Ercole, la costellazione che rappresenta l’eroe per antonomasia della mitologia greca.

I pianeti
In questo mese Mercurio sarà visibile al crepuscolo sull’orizzonte occidentale. Il 15 maggio tramonterà un’ora e 58 minuti dopo il Sole, raggiungendo la migliore visibilità serale dell’anno.

Anche Venere apparirà nella luce del crepuscolo e nel corso del mese si avvicinerà sempre di più a Mercurio, raggiungendolo e “sorpassandolo” tra il 28 e il 29 maggio. L’incontro avverrà nella costellazione del Toro e vedrà i due pianeti molto vicini, con una distanza minima tra loro di soli 27’.

Nella stessa direzione ma più in alto potrete osservare Marte, che però sarà visibile soltanto nelle prime ore della notte.

Giove e Saturno invece compariranno a sud-est nelle ore che precedono l’alba: prima sorgerà Saturno, e, dopo meno di un’ora, arriverà anche Giove, che apparirà più luminoso del suo compagno con gli anelli.

Tra le congiunzioni del mese segnaliamo quella che si verificherà prima dell’alba del 4 maggio, quando la Luna all’Ultimo Quarto formerà un triangolo con i due pianeti giganti in direzione sud-est: Giove si troverà nella costellazione dell’Acquario, mentre la Luna e Saturno saranno nella costellazione del Capricorno.

Mappa della congiunzione Luna-Giove-Saturno che si verificherà prima dell’alba del 4 maggio. Crediti immagine: Unione Astrofili Italiani.

Invece, nelle prime ore della notte del 16 maggio potrete ammirare in direzione occidentale un’altra suggestiva concentrazione di astri: Marte e la Luna in fase crescente sotto Castore e Polluce, le stelle più luminose della costellazione dei Gemelli.

Le “stelle cadenti” di maggio
Infine, ricordiamo che in questo mese si verifica lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi, causato dalla cometa di Halley. Pur trattandosi di uno degli sciami più abbondanti dell’anno, alle nostre latitudini risulta di difficile osservazione, in quanto il suo radiante (cioè il punto nel cielo dal quale sembrano provenire le meteore), permane per poco tempo sopra l’orizzonte. Esso infatti si trova nei pressi dell’omonima stella Eta Aquarii della costellazione dell’Aquario, che sorge nelle ultime ore della notte e rimane abbastanza bassa. Bisogna precisare però che nel nostro paese le regioni meridionali beneficiano di un maggiore tempo di osservazione rispetto a quelle settentrionali. E inoltre quest’anno la visibilità delle Eta Aquaridi sarà migliore, in quanto nel periodo del loro picco, intorno al 6 maggio, non ci sarà il disturbo della Luna. Dunque perché non provare a osservarle?