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Il cielo di aprile: viaggio tra le costellazioni della primavera

Il mese di aprile segna il passaggio dal cielo invernale a quello primaverile. Costellazioni come Toro, Orione e Cane Maggiore, tipiche della stagione fredda, sono ancora visibili nelle prime ore della sera. Ma a dominare il cielo sono le costellazioni caratteristiche della mezza stagione, come il Boote, la Vergine e il Leone.

Il Boote, dalla inconfondibile forma ad aquilone, ospita la stella più luminosa del cielo, una volta che Sirio tramonta a Sud-Ovest. Si chiama Arturo ed è facilmente riconoscibile per il suo colore arancione. La Vergine è una costellazione molto estesa, però priva di stelle particolarmente brillanti, ad eccezione di Spica, che potete facilmente trovare seguendo la curva indicata dal timone del Grande Carro verso Arturo e continuando nella stessa direzione. Il Leone è una delle costellazioni più appariscenti della primavera e una delle poche che ricorda davvero la figura di cui porta il nome, un leone raffigurato nella posizione di una sfinge. Per trovarla è sufficiente prolungare la base del Grande Carro dal lato opposto rispetto alla Stella Polare fino a Regolo, la stella più luminosa della costellazione.

La costellazione del Leone e la sua rappresentazione mitologica. La stella più luminosa è Regolo, che corrisponde al petto del felino. Crediti: elaborazione con Stellarium.

Naturalmente, potete sempre ammirare le costellazioni circumpolari che caratterizzano il cielo settentrionale: l’Orsa Maggiore con il suo famosissimo asterismo del Grande Carro, l’Orsa Minore che ospita la Stella Polare, Cassiopea con la sua tipica forma a “W” e Cefeo con la sua sagoma somigliante a una casetta. Da notare che l’Orsa Maggiore è ancora più visibile del solito, perché si trova alla massima altezza sull’orizzonte.

La costellazione di Ercole, caratterizzata dalla forma a trapezio, con l’indicazione dell’ammasso globulare M13, posizionato lungo uno dei lati del trapezio. Crediti: Wikipedia.

Quando Sirio, la stella più luminosa, tramonta a Sud-Ovest, dal lato opposto del cielo, arriva Vega, la stella più brillante della Lira. A precederla è la costellazione di Ercole, che raffigura l’eroe per antonomasia della mitologia greca: un trapezio per rappresentarne il corpo e altre stelle che si dipartono sopra e sotto di esso per raffigurarne gli arti. Se volete individuare questa costellazione ricordatevi che il trapezio, la parte più facilmente visibile, si trova tra le stelle Vega e Arturo. Qualora abbiate un telescopio, anche piccolo, potete provare a puntare M13, il ricchissimo ammasso globulare che si trova lungo uno dei lati del trapezio di Ercole.

Ma passiamo in rassegna i pianeti, per scoprire quali saranno osservabili e quali invece non potremo ammirare.
Mercurio non sarà visibile per gran parte del mese perché andrà in congiunzione con il Sole il 19 aprile. Solo negli ultimi giorni potrete tentarne l’osservazione in orario serale.

Venere, dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, riapparirà in cielo al tramonto in direzione occidentale, ma molto basso e difficilmente distinguibile tra le luci del crepuscolo.
Nella stessa direzione, ma ben più in alto, ci sarà Marte, che potrete osservare fino a poco dopo la mezzanotte, quando sarà tramontato.

Giove sarà invece il pianeta più luminoso del mattino: per ammirarlo dovrete guardare in direzione Sud-Est prima dell’alba. Col passare dei giorni, la levata di Giove sarà sempre più anticipata e il pianeta apparirà sempre più in alto, migliorando ulteriormente le condizioni di osservabilità.
Simili considerazioni valgono anche per Saturno, che apparirà ancora prima di Giove nella stessa direzione sud-orientale, ma più in alto e a destra rispetto al suo compagno.

Giove e Saturno prima del sorgere del Sole il 7 aprile 2021: i due pianeti appaiono in direzione Sud-Est nella costellazione del Capricorno, insieme alla Luna calante. Crediti: Elaborazione con Stellarium.

Questo per quanto riguarda i pianeti visibili ad occhio nudo. Che dire invece di Urano e Nettuno?
Il primo lo avevamo lasciato nel cielo occidentale, visibile nelle prime ore della sera. Adesso lo troveremo sempre più vicino al Sole, fino alla congiunzione con la nostra stella che sarà raggiunta il 30 aprile. Ecco perché sarà praticamente inosservabile per tutto il mese.

Nettuno, reduce dalla congiunzione con il Sole, riapparirà all’alba, basso sull’orizzonte orientale. Anche lui non sarà facilmente osservabile, confuso tra le luci del mattino.

Per concludere la rassegna dei pianeti, parliamo di un corpo celeste che fino al 2006 era considerato il nono pianeta del Sistema Solare e che poi è stato declassato assumendo la definizione di pianeta nano. Avrete sicuramente capito, l’oggetto di cui si parla è Plutone, che ad aprile sarà visibile nelle ultime ore della notte in direzione sud-orientale fino quasi alla sua culminazione a Sud, che avverrà all’alba. Potrete quindi osservarlo, anche se la sua luminosità estremamente bassa rende necessario l’utilizzo di un telescopio di adeguata potenza.

Confronto tra la “Superluna” dell’1 gennaio 2018 e la “Miniluna Rossa” del 27 luglio 2018. Crediti: Unione Astrofili Italiani.

Infine, appuntamento da non perdere il 27 con la cosiddetta Superluna di aprile: quel giorno alle ore 17:24 la Luna raggiungerà il perigeo, cioè la minima distanza dalla Terra, poche ore dopo la fase di plenilunio. La sua luminosità sarà maggiore del 30% rispetto a una normale Luna piena. Ottima occasione quindi per una bella ripresa fotografica da confrontare magari con le immagini di una miniluna (cioè una Luna piena all’apogeo) immortalata precedentemente.