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Corrado Lamberti ci racconta le onde gravitazionali

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L’astrofisico e divulgatore scientifico Corrado Lamberti, grande amico del GAL Hassin (e Premio GAL Hassin 2013), ci racconta la scoperta delle onde gravitazionali.

Albert Einstein con la sua teoria della Relatività Generale afferma che il vuoto è il palcoscenico su cui si sviluppano tutti i fenomeni che avvengono nell’Universo, in cui gli attori sono i pianeti, le stelle, le galassie. E’ la struttura dello spazio-tempo su cui gli attori recitano la loro parte.
Prima di Einstein si pensava che il vuoto fosse un palcoscenico immateriale, in altre parole una costruzione geometrica. Per Einstein, invece, il vuoto diventa una sostanza, con un contenuto energetico in sé, dove zampillano continuamente coppie di particelle elementari.

Il vuoto ha una sua intrinseca elasticità: nel caso di una corda, se si va a pizzicarla in una estremità, la perturbazione si propaga fino all’altra estremità. Allo stesso modo succede nel vuoto. Una forte perturbazione che avviene nella struttura spazio-temporale in un certo punto dell’Universo può propagarsi a grande distanza, e con la sua propagazione diminuisce l’intensità dell’energia dell’onda. Noi, che viviamo sul pianeta Terra a miliardi di anni luce di distanza, riceviamo una perturbazione piccolissima. Ecco il motivo per cui è sempre stato difficile rivelare l’onda gravitazionale.

“Le onde gravitazionali ci aprono una nuova finestra nell’Universo: grazie ad esse riusciremo a studiare i fenomeni più violenti che ci sono in esso e che non avremmo mai potuto studiare in nessun altro modo.

Per i più piccoli e per chi vuole comprendere meglio il concetto di onda gravitazionale utilizzando delle immagini, vi sono queste strisce disponibili su PhdComics.com: