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16 settembre al GAL Hassin: “Continuando a dialogare su Maria”

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Continuando a dialogare con Maria – Collettiva d’arte contemporanea presso Fondazione GAL Hassin, apertura sabato 16 settembre 2017 dalle ore 18:00. Ingresso gratuito 

“Continuando a dialogare su Maria…”da un lato vuole essere il prosieguo ideale di un percorso iniziato nel mese di febbraio ultimo scorso, su mandato dell’Assessorato Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, per dare attuazione a un progetto di valorizzazione e promozione del territorio di Monreale e dintorni denominato “Itinerari di Fede e Cultura”; dall’altro mira a sganciarsi dalle mere finalità di suddetto lavoro aspirando ad acquisire una propria identità che ne faccia un evento, o meglio una serie di eventi artistico-culturali finalizzati a divenire un luogo ideale in cui fare convergere interessi esprimibili attraverso il linguaggio artistico di talenti capaci di dare voce sia a significati sia espliciti che impliciti inerenti al tema eletto. In pratica, l’intento è quello di allestire un impianto espositivo originale che, partendo da una tematica possa via via arricchirsi di significati connotativi oltre che denotativi; significati finalizzati ad indurre il visitatore a interagire con l’opera in una dinamica che porti a trascendere l’opera d’arte per dare vita a una visione critica che sposti il punto di osservazione da un piano meramente visuale a uno cognitivo e diventi chiave di accesso a interpretazioni non convenzionali. Gli artisti invitati a esprimersi, tramite le loro opere, sul tema proposto renderanno attuativo quel percorso che porta il visitatore alla riflessione; anticamera, quest’ultima, di un processo deduttivo che talora può condurre a interpretazioni del tutto personali e spesso contraddittorie rispetto al punto di partenza. A tale scopo, la chiave di volta del progetto potrebbe essere data dalla scelta delle location dal momento che il visitatore, sarà indotto a fare esperienza di fruizione di un’opera di volta in volta collocata in spazi tra loro eterogenei e spesso con destinazioni d’uso diverse. Connubi più o meno perfetti tra opere e luoghi da cui possano scaturire suggestioni capaci di restituire tanto il significante quanto il significato cui le opere rimandano. Se il tratto distintivo della religiosità è la creatività (a differenza di quello distintivo della religione che è la norma) è proprio attraverso di essa che l’artista-uomo è chiamato a esprimere il bisogno innato di dare un senso ai propri limiti.

Nel rendere attuativo ciò, il vissuto religioso di ognuno, la propria professione di fede o, in taluni casi, l’ateismo se non addirittura l’agnosticismo, vogliono essere un punto di forza di un progetto espositivo che, in un delicato equilibrio tra sacro e profano, vuole dare voce a un tanto universale quanto peculiare bisogno di trovare adeguate risposte a tutte quelle domande che hanno a che fare con il nostro stare al mondo.

I diversi linguaggi artistici, i vari soggetti  cui gli artisti si sono ispirati per parlare di Maria ( il trionfo della vergine, il pianto dell’addolorata,  la madre di misericordia o  semplicemente la donna e la madre), diventano strumento per offrire al credente gli stimoli intellettuali necessari per vivere il messaggio di fede, per elaborare una teologia estetica, per vivere un’esperienza di dialogo e di preghiera e quindi, in ultima analisi, per entrare nel santuario della propria interiorità e contemplare la profondità del mistero rappresentato. Ma non solo. La Madonna, interpretata secondo un interesse antropologico maggiore, presenta tratti estetici ed elementi decorativo-simbolici capaci di esprimere la forza archetipica generatrice femminile e quindi di parlare allo spettatore non più soltanto in termini di maternità sacra ma, laicizzando il tema, anche di femminilità seduttiva, di prosperità, di processo creativo a favore della pace e della bellezza tout court.